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Incontro con una persona particolare
a cura di Diego Cattaruzza
(requisiti: mente aperta)

Questo è un piccolo insieme di pensieri sparsi, che non mi curo di organizzare in un componimento tipo articolo. Anche perché parlo di qualcosa 'in divenire'.

Tutto è cominciato quando ho ricevuto una strana mail da uno sconosciuto, un certo Renato Festival.

Non sembrava proprio SPAM, ma nello stesso tempo era abbastanza ambigua da non far capire che fosse vera; anche la firma sembrava bislacca, perché un nickname con un nome preciso 'staccato' era strano, e Festival non sembrava un cognome.
Insomma, poiché poteva darsi che fosse vera, e che le mie fossero solo paranoie da informatico, ho risposto in modo un po' formale, per verificare anzitutto la serietà del mittente.
Ho ricevuto a stretto giro di posta conferme e delucidazioni (Festival era proprio un cognome!), quindi lo scambio di comunicazioni è cominciato in modo produttivo.

Mi si chiedeva di rendermi disponibile a collaborare con l'autore di WinGuido, un programma per facilitare l'uso del computer da parte di persone non vedenti.
Ho risposto di essere disponibile quantomeno all'analisi, perché non sapevo se sarei stato in grado di contribuire davvero.

Così, Renato mi ha messo in contatto con Anna (alfa64), che abita a Trieste. Sono andato a trovarla ed ho visto Winguido in azione (un'impressione davvero notevole: è un programma fantastico, in particolare dal punto di vista tecnico), però non si capiva granché della struttura del programma. Era necessario contattare l'autore.

Questi si chiama Guido Ruggeri, non è un programmatore. E' 'solo' un ingegnere (io sono un fortunatamente mancato architetto designer). Quindi chissà che razza di codice c'era da aspettarsi. Bisognava comunque verificarlo.

L'occasione (il pretesto) è venuta con la programmazione di una cena a Roma con amici di visual-basic.it. Ho preso accordi con Guido, col quale nel frattempo avevo già scambiato qualche mail di introduzione al programma e sono arrivato a Roma.

Il nostro primo incontro è stato abbastanza strano, nel senso che eravamo desiderosi di conoscerci meglio, ma nello stesso tempo non avevamo quasi alcun punto in comune da cui partire, a parte il programma. Guido aveva qualche problema di voce ed io sono un po' sordo. Siamo entrambi abbastanza timidi e, per ragioni diverse e simili, solitari e scontrosi.

Siamo stati abbastanza in silenzio durante il tragitto da Roma alla casa di Guido, a Poggio Antico, soprattutto perchè io non amo che mi si parli mentre guido e faccio lo stesso quando sono passeggero. Probabile che sia così anche per Guido, ma non gliel'ho chiesto.
Così ho ammirato con agio e tranquillità le colline del Lazio, fino al (ridente?) borgo in provincia di Rieti.

Una volta a casa sua, è cambiato tutto e il ghiaccio si è sciolto. Abbiamo approfondito l'analisi di impianto del programma e definito le prime esigenze da soddisfare, in preparazione all'aggiornamento di Winguido ai nuovi sistemi operativi.

Una bella cosa che ho notato è la disponibilità: Guido si è offerto di ospitarmi senza alcun timore, pur non conoscendomi. Si potrebbe anche dire che pure io mi sono fidato ad andare in casa di uno sconosciuto. Infatti è stato bello proprio ritrovare la propria disponibilità in quella dell'altro.

Casa di Guido è, immagino, 'permanentemente ancora da finire', perché il tempo di Guido da dedicare alla casa è poco e perchè evidentemente più di tanto non gli interessa la forma dell'accoglienza, quanto la sostanza dell'ospitalità.
Il che è perfettamente complementare al mio concetto di 'minimo disturbo' da arrecare a chi mi ospita, essendo importante il rapporto con la persona e quindi il rispetto delle sue abitudini.

Appena si entra ci si trova nel caos (organizzato quanto vi pare, ma sempre caos, il che è davvero insolito, al primo ingresso), ma nello stesso tempo ci si trova tranquilli come a casa propria.

C'è un bellissimo caminetto che manda aria calda nelle stanze (combinazione, era il 21 marzo ma fuori nevicava di buzzo buono) e s'è parlato un po' degli altri interessi di Guido, le cui basi comuni sono il rispetto per la natura e l'ambiente. Questa è un'altra cosa particolare: Guido riesce a mettere in pratica un modello di vita che per me ha ancora dell'utopico (nel senso che non riesco nemmeno ad avvicinarmici).

Sul tavolo c'era anche un catino pieno di roba bianca che sembrava un dolce, ma il contenitore escludeva questa possibilità, per cui ho chiesto cos'era: sapone, che un'altra ospite di Guido, Patrizia, prepara seguendo una ricetta originale basata su ingredienti genuini e procedure artigianali.

Anche questo è un lato interessante della personalità di Guido. Per il resto, ci conosciamo da troppo poco tempo perché possa dirne altro.

Naturalmente, a causa della mia immeritata fama, Guido era emozionato dall'avermi a casa sua, ma nello stesso tempo era giustamente orgoglioso del suo programma e 'forte' della sua idea.
Quella sera, non conoscendo la mia reale capacità, Guido ha annunciato nelle news sul suo sito che stavo a casa sua, ed io ho fatto lo stesso sul mio blog, per avvisare i colleghi che avrei chiesto aiuto nell'avventura tecnica che mi accingevo ad affrontare.

Una cosa a margine: il programma controlla anche una periferica che riproduce su una tastiera Braille i messaggi che ora vengono emessi tramite un sintetizzatore vocale. Un fenomeno semplicemente strabiliante.
Ti dà l'idea che il pc serve anche ad altro, di fondamentale, non solo a divertirsi e a lavorare: serve a inserire nel mondo anche persone sfortunate.

A proposito, anche se qui non parlo di cose tecniche, non posso esimermi dal fatto di segnalare che il codice visto finora non è così raffazzonato, come ci si potrebbe aspettare da un assoluto autodidatta, che ne ha sviluppato un pezzettino alla volta, passando attraverso diversi linguaggi.

Sono contento di aver cominciato questa impresa, e di aver conosciuto Guido.

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