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Tracce di pulviscolo
Trentundicembremillenovecentosettantuno
Un altr'anno
è passato;
quelli ch'hanno
già provato
a cercare
a vedere
ad amare
a tenere
quello che la vita
loro offriva,
(un'era è già finita
perché periva
l'amore la comprensione l'armonia) -
non voglio peccare di filosofia -
hanno imparato molte cose;
l'esperienze: spine e rose
hanno loro insegnato
che non tutto è peccato,
che bisogna vivere
cristianamente,
sfuggire l'effimere
sensazioni: niente
vale più dell'amore,
dell'amicizia, dell'onore,
dell'affetto materno.
Lasciamo all'inferno
le cose triviali
che facciamo
le frasi banali
che diciamo
e poi ci resta in bocca quell'amarezza
e poi pensiamo a cercare la dolcezza
del sorriso di una donna
che ti ama e ti adora;
anche se brutta, è una madonna
perché ama ed adora
te, che sei un uomo
come tanti altri
ma per lei sei l'uomo
fra tutti gli altri
che la fa sentire se stessa senza vanità
nella completa pienezza della sua umanità.
Ecco: tutte le cose belle,
tutte le cose brutte,
dolci ed amare,
le carezze, le caramelle,
gli schiaffi, le baruffe,
odiate e care,
non ricordatele:
sarebbe inutile:
sono sbiadite oppure feroci.
Ascoltate piuttosto le voci
accorate che in tutto il mondo,
per tutti gli uomini del mondo,
per l'umanità intera,
per una vita vera,
parlano: pace amore armonia
purezza verità fantasia.
Siate umani, cercate voi stessi;
siate umani, cercate voi stessi:
ritrovate l'interezza della vostra personalità:
la felicità viene, ispirata dalla vostra umanità.
Trieste, 31 dicembre 1971
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