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Pensando pensando

dell'amicizia

Il tema su cui voglio discettare è l'amicizia.
E' noto che "chi trova un amico trova un tesoro", infatti solo ad un amico
puoi chiedere diecimila lire in prestito. D'altra parte è altrettanto noto che chi ha un tesoro trova molti amici. Ovvio che il fortunato mortale che trova un amico, acquista una ricchezza tutta spirituale, basata su un rapporto di assoluta fiducia, sincerità, spontaneità, senza sotterfugi, sospetti, frasi dette a metà, ecc.
Dipende tutto dal verbo fidarsi: io mi fido, tu ti fidi, egli si fida, noi ci fidiamo, voi vi fidate, essi si fidano (bella manica di ingenui, eh?). Con un amico bisogna essere sempre sinceri (anche quando gli si dice una bugia). Bisogna essere sempre spontanei, anche per mandarlo al diavolo o dargli un ceffone. Senza sotterfugi, a meno che non gli si faccia un pesce d'aprile.
Non bisogna mai sospettare di lui, ma essere sicuri che ci ha fregato.
Due diventano amici quando frequentano lo stesso ambiente, le stesse persone, e restano legati anche cambiando ambiente e giro di conoscenze. Cioè, a prescindere dall'occasione che fa l'uomo ladro (e la donna derubata), l'amicizia è tale veramente quando continua a sussistere pur mutando le condizioni. Ad esempio, se due si conoscono in un bar e si ritrovano in un altro bar quando sul primo crolla il palazzo soprastante, sono amici.
Il fatto di frequentare le stesse persone è importante, perché offre spunti inesauribili ai pettegolezzi di due amici (se poi sono due amiche, figuratevi!); le cose si complicano quando frequentano lo stesso partner (per questioni d'orario). Due diventano amici quando si trovano nelle stesse circostanze, tipo uno scampato pericolo, mentre attendono che si liberi una cabina telefonica, od una toilette (caso impellente), funerale di un loro comune debitore, ecc.
Naturalmente ci sono delle eccezioni che confermano la regola, ad esempio un incidente automobilistico, il posto a sedere sull'autobus, lo stesso scatto di carriera e così via.
Due diventano amici quando scoprono di avere in comune molte idee, molti interessi, molti modi di pensare e di vedere le cose; l'eccezione che conferma la regola è rappresentata in questo caso dagli uomini politici, che, pur avendo idee diversissime, interessi magari opposti ma paralleli e convergenti, sono tutti "buoni amici" l'uno dell'altro.
Per concludere, l'amicizia è un valore assoluto che però è molto relativo, dato che dipende dalla fiducia, dall'ambiente, dalle circostanze, dalle opinioni e dalla stima. La relatività viene abbinata quando siamo noi che vogliamo farlo, quando siamo noi che vogliamo conservare il valore assoluto dell'amicizia e ci diamo da fare per mantenerla, nonostante qualsiasi eventuale mutamento esterno od interno. Per fare un esempio, anche se abbiamo fatto una memorabile litigata con uno, gli restiamo molto amici perché ha vinto al totocalcio.

altro articoletto, aprile 1974

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