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Pensando pensando

Prime esperienze di guida

Certamente avrete già notato il fenomeno di cui presenterò una profonda analisi: il comportamento assunto nei confronti di voi principianti da parte del passeggero.
C'è il poeta, lontano da tutte le cose manuali: ha sempre paura che accada un incidente e vi raccomanda continuamente la prudenza e l'andatura lenta: "Attento a quella vecchia che sta attraversando! Piano! Vai Piano! Non sorpassare che vengono altre macchine!". Se poi voi gli fate rispettosamente osservare che non siete ancora partiti, lui si offende; in caso di panne non vi presta il minimo aiuto: è concentrato nella ricerca di una valida ispirazione per un sonetto.
C'è chi pensa che l'automobile rovina il carattere e la disprezza; ciò non toglie che ogni tanto sbotti in alcune frasi di alto significato umano: "Ma che fai? Vuoi schiacciare quel povero vecchio? E sulle strisce per di più!". Se gli fate notare che il semaforo segna verde e spetta a voi passare: "Va bene, va bene! Se è nel tuo diritto, schiaccialo pure e Dio abbia l'anima sua!". Se poi per aver pace a bordo vi fermate e lasciate passare il vecchio, nella cui scia si mettono tre soldati ed un passeggino spinto da mani distratte, si scatenano i clacson: "Ti ho chiesto di risparmiare quel poveraccio, non di fare ala ai pedoni! Lo senti il concerto che abbiamo dietro?". Furiosi, partite col giallo, arrivate a metà trave5sata col rosso ed un vigile fischia,ordinandovi col braccio di fermarvi accanto al marciapiede. Il solito automobilista sfottente grida: "Ahò, bamboccio, hai perso il biberon?". Siete rossi di rabbia, ma non aprite bocca. Ed il vostro passeggero: "Ho orrore di queste situazioni, mi sento ridicolo". Arriva il vigile e chiede la patente ed il libretto. Frugate in tutte le tasche. "Calma e gesso, amigo; dov'è il portafogli? Cerca con calma e non far perdere troppo tempo al signor vigile". E così dicendo scambia col tutore dell'ordine uno di quegli abominevoli sorrisi di connivenza che riassumono tutta la commiserazione che provano per le disorganizzate creature che siete voi principianti. Come dio vuole, trovate la patente nel portaoggetti, pagate la contravvenzione... e ripartite tra i commenti dell'altro: "Per fortuna c'ero io, che ho i nervi a posto. Tu, amigo, manchi completamente di sangue freddo".
Poi c'è quello che sta molto più attento di voi alla guida: "Metti la freccia, dobbiamo girare a destra". Non potete perché c'è un senso vietato. Lui precisa subito che non si riferiva a quella strada, ma a quella successiva. Siete voi che non capite. E non capite nemmeno i sorpassi. "Supera quel camion, non vedi che polverone fa?". Certo che vedete il polverone, ma anche la Mercedes che viene sparata in senso inverso. Allora... "Amigo, ci vuole tempismo e scatto. Cogliere l'attimo, ecco". Guai, però, se cogliete l'attimo: "Sei pazzo a superare adesso?! C'è il tratteggiato...". Sapete che ha appena cominciato la scuola guida e non conosce molto bene la segnaletica orizzontale, ma frenate lo stesso, macchinalmente. E succede che l'automobile dietro vi ammacca il paraurti. "Lo vedi cosa combini? D'ora in poi risparmierò il fiato, credimi!".

(Magari!!!).

pubblicato su un giornaletto di liceo nel dicembre 1973

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